Il Segretario viaggiatore… e la lunga strada che ci ha portato fin qui.

Ha fatto scalpore tra i segretari comunali l’articolo della Stampa del 31 ottobre dal titolo “Il segretario viaggiatore”,  il mister Wolf che si divide tra 25 paesi.

Senza dubbio la professione di segretario comunale ha subito radicali trasformazioni negli ultimi trent’anni, ma non convince affatto l’idea che il modello proposto da Enzo Carafa (il segretario dei 25 comuni ) possa essere il punto di approdo migliore per il Sistema delle Autonomie locali.

Da anni i piccoli comuni lamentano la carenza di Segretari Comunali, anche a causa dei tempi lunghissimi di espletamento delle procedure concorsuali, ( …ma anche di un sistema di nomina che spinge molto sulla mobilità tra le sedi, a danno di quelle meno appetibili ) … e dell’inciampo in una riforma che ne prevedeva l’abolizione.

Per la verità la progressione in carriera dei segretari era stata oggetto di una radicale riforma nel 1997, per effetto della Legge Bassanini (n.127/97) e del DPR 465/97[1]. Quest’ultimo aveva demandato alla contrattazione collettiva la definizione delle fasce professionali e ad essa vi aveva provveduto il CCNL del 16/5/2001, ma il sistema era poi rimasto congelato dal 2010 al 2020 per effetto del blocco della contrattazione collettiva nazionale. 

Da tempo era quindi necessaria una revisione delle fasce professionali che affrontasse il problema, e la sede naturale per attuarla avrebbe dovuto essere quella del contratto collettivo nazionale 2018/20; purtroppo la complessità del tema non si conciliava con i tempi assegnati per concludere la contrattazione e ciò indusse le parti a demandarne la trattazione ad una commissione paritetica (art.110 CCNL ), che avrebbe dovuto affrontare le diverse complessità della categoria in vista del successivo CCNL.

Purtroppo, nonostante le molteplici riunioni della commissione, e le pressoché unanimi richieste e proposte da parte tutte le sigle sindacali, gli esiti sono stati assolutamente deludenti ( qui il documento conclusivo mai condiviso dalle Organizzazioni sindacali).

È quindi intervenuto, in via unilaterale, il legislatore a cercare di risolvere i problemi dei comuni introducendo, a suon di decreti legge, deroghe ed eccezioni per facilitare l’ingresso in carriera dei vincitori di concorso.

Senza qui volersi soffermare sulle incongruenze e le contraddizioni del sistema derogatorio introdotto, il dato di fatto è comunque innegabile: sono state concluse le procedure concorsuali del c.d. Coa6 e sono stati iscritti all’albo 508 segretari, ma gli ingressi in carriera si contano con lanternino, soprattutto alle regioni del Nord in cui la carenza era e resta la più grave.

Le cause delle difficoltà dell’ingresso in carriera dei giovani colleghi sono in parte riconducibili ad una scellerata interpretazione del bando di concorso che consente ai vincitori di essere assunti anche in regioni diverse da quelle di assegnazione.

Occorre però segnalare che anche i vincitori di concorso assegnati alle regioni del Nord , e che al Nord vorrebbero lavorare,  stanno facendo molta fatica ad entrare in carriera,  sentendosi rispondere dai sindaci che non hanno risorse per pagare il segretario.

Del resto in Lombardia, in Piemonte o in Veneto ci sono comuni che sono retti a scavalco da oltre 10 anni e, se anche le risorse per lo stipendio del segretario sono storicamente ricomprese  nei trasferimenti erariali, oggi il meccanismo di computo di questi ormai fa si che se ne siano perse le tracce. Considerate le difficoltà finanziare in cui annegano ormai molti comuni, è inevitabile che si pensi di risparmiare sul segretario comunale, …che talvolta può anche essere figura scomoda, con quel fastidioso fardello dell’anticorruzione e quella antipatica fissazione di voler far rispettare le regole.

Eppure c’è qualche politico consapevole che l’occhio attento di un segretario può prevenire giudizi contabili e contenziosi e magari trovare soluzioni operative, senza ricorrere a consulenze e pareri legali.

Di recente il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la proposta di legge n. 9/2022 – primo firmatario e relatore per l’Aula la Consigliera Silvia Cestaro (Lega-LV), che propone la modifica del TUEL aggiungendo all’articolo 97 , sul Ruolo e funzioni del Segretario , il comma 6 bis, secondo cui: “Il contratto relativo al rapporto di lavoro di cui al comma 6, è stipulato al di fuori della dotazione organica ed i relativi oneri non concorrono a definire il limite di spesa del personale”. 

Si tratta senza dubbio di una proposta degna di nota, che ci si augura il nuovo governo vorrà esaminare e fare propria . 

Sarebbe un importante primo passo per recuperare il Sistema delle Autonomie dalla deriva in cui ormai da tempo è stato relegato. 

Partendo proprio dal segretario comunale e dalle funzioni che questo dirigente svolge  (vertice della macrostruttura locale ed al tempo stesso garante della conformità alla legge della attività amministrativa , con funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo,  e figura di raccordo tra lo Stato e le Istituzioni Locali, tra l’apparato politico locale e la struttura organizzativa) , una sigla sindacale dei segretari ( FEDIR qui la nota) ha proposto di puntare proprio su questa figura affinché possa fungere da impulso e raccordo con il territorio, anche al fine di favorire l’associazionismo dei servizi locali e l’aggregazione degli uffici, nel rispetto dell’autonomia locale.

A fronte dell’evidente fallimento di tutte le riforme volte a favorite l’associazionismo,  e per salvare i piccoli comuni che pure hanno dimostrato durante l’emergenza covid di essere più che importanti, sarebbe utile pensare alla funzione segretariale come funzione fondamentale, e introdurla all’interno dei cosiddetti fabbisogni standard di spesa. In tal modo sarà evidente che la spesa è comunque sostenuta dallo Stato, ma attraverso un sistema di trasferimenti adeguati e dimensionati in base al numero degli abitanti, individuando magari dei limiti dimensionali entro cui queste funzioni possano essere adeguatamente svolte. 

“Puntare sulla figura del segretario comunale per aiutare gli enti locali più piccoli a rafforzarsi ed evolvere verso un modello analogo a quello francese, può essere la strada giusta per uscire dall’impasse che oggi vede i piccoli comuni sempre più abbandonati a se stessi.”

I Segretari sanno bene che non sempre le soluzioni più lineari trovano terreno fertile , ma del resto non possono esimersi dal proporle , neanche quando vestono i panni dei sindacalisti.


[1] “Per premiare il merito”, direbbe qualcuno oggi, ma il Ministro era di centro-sinistra….

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2 commenti

  • Giampiero Vangi

    Per rispondere all’articolo, che pone giustamente in evidenza le carenze strutturali per poter addivenire ad una copertura sistematica dei piccoli comuni con un segretario titolare l’OS DirEl ha proprio oggi inviato questa nota al Ministro ed alla Responsabile della gestione Albo.
    Provinciali

    ​ROMA, 14/11/2022
    ​​Al Ministro dell’Interno
    ​Prefetto dott. Matteo Piantedosi
    ​gabinetto.ministro@pec.interno.it
    ​Al Ministero dell’Interno
    Prefetto dott. Claudio Sgaraglia
    Capo Dipartimento per gli Affari Interni e
    Territoriali Direzione Centrale per le Autonomie
    dait.prot@pec.interno.it

    Al Ministero dell’Interno
    Prefetto dott.ssa Caterina Amato
    Vice Capo Dipartimento per gli Affari Interni e
    Territoriali Direzione Centrale per le Autonomie
    segreteriaprefetto.albo@interno.it
    ​e,pc​Al’ANCI
    ​anci@pec.anci.it

    Al’UPI
    upi@messaggipec.it

    Oggetto: Iscrizione all’albo dei COA 6 sezione ordinaria e dei COA 6 sezione aggiuntiva.
    ​ Continua il perpetrarsi della grave carenza di Segretari Comunali nei piccoli comuni del
    NORD. Richiesta adozione di provvedimenti straordinari indifferibili ed urgenti per far
    fronte a tale situazione.

    E’ ormai cronaca di questi giorni la grave situazione di carenza di Segretari Comunali nelle Regioni del Nord.
    Nella Regione Piemonte si arriva addirittura a consentire Convenzioni con 13 Comuni seguiti da un unico Segretario Comunale ed allo stesso sono addirittura affidati ulteriori 12 Comuni a Scavalco, così come riportato dalle Articoli pubblicati sulla testata giornalistica nazionale ” LA STAMPA” di cui vi invio gli articoli in allegato.
    Ma come mai questa situazione disastrosa non si riesce, non dico a risolvere, ma almeno a tamponare con una iniezione di nuovi Segretari Comunali?
    E’ presto detto.
    Non è possibile affidare ad un Segretario Comunale ad inizio carriera una molteplicità di Comuni da seguire. E’ vero, sono piccoli Comuni ma ognuno di questi con le sue peculiarità, con i suoi problemi, con le sue carenze. Un comune di 600 abitanti, per esempio, deve fare adempimenti come un comune di 100.000 abitanti ( avrei anche potuto dire come di solito si dice “come il Comune di Roma)! Peccato però che il comune di 600 abitanti non ha personale sufficiente ed innanzi tutto, oggi, non ha un Segretario Comunale che abbia il tempo necessario per studiare, esaminare capire e dare soluzioni al /ai numero massimo 3 collaboratori di cui n. 1 in pianta organica e due in convenzione part time. Prendendo ad esempio il caso riportato e descritto dai giornali di cui sopra, si legge che il collega parie sia un supermen. Ma mi piacerebbe farmi un giro

    in quei comuni e verificare che tutto effettivamente sia a posto e gli atti fatti a modo ed i procedimenti amministrativi istruiti e conclusi nei termini.

    A nulla sono valse le norme straordinarie adottate in via straordinaria per far fronte agli adempimenti per il PNRR. Infatti chiederei al Responsabile della Gestione Albo Prefetto dott.ssa Amato, quante convenzioni superiori a 3.000 abitanti e fino a 5.000 abitanti si sono costituite, con che numero di comuni convenzionati, ed in che regioni, o quanti COA 6 hanno avuto l’individuazione ed accettato la nomina in comuni fino a 10.000 abitanti in un isola minore. Questa è una distorsione del sistema fatta dal precedente Governo senza confronto sindacale e di dubbia legittimità che porterà alla fine del termine straordinario di vigenza della norma al passaggio dei Segretari di quegli enti dalla titolarità alla disponibilità, ed il servizio prestato non patrà essere fatto valere per le progressioni di carriera, altrimenti vi sarebbe disparità di trattamento tra Segretari Comunali.
    Tra le altre cose, la gestione dell’Albo Segretari Comunali, ha consentito che i neo Segretari Comunali potessero lasciare l’Albo Regionale di Assegnazione previa individuazione e nomina di Sindaco di Regione diversa. Ciò ha creato una fuga di segretari dal Nord al Sud, con la conseguenza di un grave fenomeno che va a danneggiare, specialmente in alcune zone, i segretari Comunali più anziani con una età superiore ai 55 anni. Infatti qualcuno offre ai sindaci la propria esperienza digitale ed il proprio interventismo e li convince ad avviare la procedura di scioglimento consensuale del rapporto, in modo da soffiargli il posto. Da qui il baratro del collega anziano che troverà difficilmente in quell’area una nuova collocazione con grave danno per se e er la sua famiglia.
    Quali le cause?
    I Comuni del Nord non hanno più le risorse per far fronte alla spesa del Segretario Comunale che in prima nomina oggi si aggira intorno ai 70.000 euro circa, oneri riflessi compresi.
    Inoltre vi è una assurdo contrasto di norme in quanto, mentre l’art. 97 del TUEL prevede l’obbligatorietà del Segretario Comunale quale figura di vertice dell’Ente, l’art. 23 comma 2 del DLGS 75/2017 impone un vincolo di spesa al 2016 e vi include anche il segretario comunale. Quindi è facile da intuire il corto circuito che si è creato tra le due norme che, da una parte una norma primaria e speciale quale quella del Testo Unico prevede la presenza obbligatoria in ogni Comune del Segretario Comunale e dall’altra la norma del D.Lgs 75/2017 prevede il rispetto di un vincolo di spesa che di fatto sta impedendo la copertura delle sedi di segreteria con un titolare.
    In molti casi, invece, la responsabilità è dei Sindaci, i quali spesso preferiscono il segretario più anziano ed esperto per mezzora alla settimana che un segretario titolare a tempo pieno.
    La cosa assurda è proprio l’atteggiamento dei Sindaci, i quali, nonostante le richieste di intervento più volte espressi con note, ordini del giorno in parlamento dai rappresentanti, spesso deputati, della loro associazione (ANCI) hanno un comportamento ostativo nei confronti dei neo assunti Coa.
    Per quanto sopra, tenuto conto che le Organizzazioni Sindacali rappresentative dei Segretari Comunali non sono presenti nel Consiglio Direttivo presso il Ministero dell’Interno, Organo ove vengono discussi i provvedimenti gestionali della categoria, con la presente si chiede la convocazione urgente di un tavolo di confronto in merito ai sensi dell’Art. 4 del CCNL 17/12/2020 con tutti i soggetti interessati.
    Cordialmente
    La RSA Fedirets – Sez. Direts – Area Direl
    ​Giampiero Vangi

  • Fabrizio Botturi

    Carissimi colleghi, non vi invidio proprio!
    Dover lavorare in numerosi comuni (anche 25) per poter ottenere una retribuzione dignitosa, credo sia una cosa veramente umiliante.
    Negli ultimi quarant’anni la nostra figura è completamente cambiata in peggio!
    Vincitore di concorso, sono entrato in servizio a fine 1983 in un comune della bassa bresciana di ben 1300 abitanti. L’ente poteva contare su due soli impiegati, su una bidella e su uno stradino, ma orgogliosamente non voleva rinunciare ad avere un proprio Segretario Comunale a tempo pieno!
    Ho lavorato lì per più di quattro anni ed è stata un’esperienza fondamentale perché ho dovuto occuparmi un po’ di tutto ( molti di voi forse non hanno mai visto il Giornale delle entrate e della spese ed il Mastro)
    In quel piccolo comune, come si dice, mi sono faticosamente fatto le ossa, potendo però contare su un grande rispetto e considerazione da parte degli amministratori e della stessa popolazione, che riconosceva, senza riserve, l’importanza della figura del “signor Segretario”.

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